Fiducia, libertà, responsabilità. Verso una nuova governanceseminari internazionali 2008
Le policy e l’innovazione della governance. La prospettiva dei think tank3 ottobre 2008, Milano - IReR con IREF e Institut Européen d'Administration Publique, con il patrocinio di Regione Lombardia
CESAR CUNHA CAMPOS, Executive Director Fundacao Getulio Vargas
Policy Research and Innovation in Governance: A Legislative Perspective SUSAN SWIFT, Director, Research and Information Services - Legislative Library, Legislative Assembly of Ontario
La pubblica amministrazione e l'innovazione della governance. Fatti, formazione e nodi del cambiamento15 luglio 2008, Milano - IReR con IREF Scuola Superiore di Alta Amministrazione e EIPA- seminario internazionale Sintesi degli interventi
ROBERTO FORMIGONI - Presidente di Regione Lombardia Apertura del Seminario Il seminario intende essere un momento di riflessione sul processo di innovazione della pubblica amministrazione e in generale della governance, in atto ormai da più di un decennio in Lombardia. La sussidiarietà sta sempre più diventando un metodo di governo e una cultura organizzativa, a sigillo della rivoluzione copernicana per cui la persona, e non lo Stato, è posta al centro. Il passaggio dalla burocrazia alla managerialità caratterizza l’esperienza di governo della Regione. Il raggiungimento di ottimi risultati in termini di efficienza (es. 12% di recupero dei costi di funzionamento, con ridimensionamento del numero di funzionari nonostante la Regione abbia ampliato le sue competenze) è anche il frutto dell’investimenti nell’alta formazione manageriale della valutazione dei dirigenti e dei quadri dal 1997. Il seminario è l’occasione in cui provare a dare risposta sugli strumenti da usare per attuare un sistema di governo sussidiario e quali indicatori utilizzare per la sua valutazione.
LORD ANDREW TURNBULL - già Capo dell'Amministrazione Britannica, Gran Bretagna I fatti: cosa significa affrontare l’innovazione istituzionale? A partire dal 1978, la Gran Bretagna ha affrontato un processo di riforma dello Stato che ha visto un massiccio intervento di privatizzazione nei settori metallurgico, ferroviario, elettrico, dell’aviazione, dell’acqua e delle telecomunicazioni. In questa fase, attraverso la riforma erano stati ridefiniti i “confini esterni” della PA, ovvero delle competenze che fosse necessario mantenere pubbliche: istruzione, salute, ordine pubblico, difesa e tasse. Negli anni Novanta la PA è stata aperta alla partecipazione dei privati secondo il modello dei quasi mercati. In questa fase, la PA ha ridefinito i suoi “confini interni”, creando spazi di intervento del settore privato nella gestione e fornitura di servizi della PA. Dal 2001, l’amministrazione Blair ha introdotto l’idea di cittadino, scelta, empowerment e customer – il beneficiario intenzionale di un servizio. Tali idee hanno ribaltato la prospettiva dell’operato e organizzazione della PA e fatto propri l’accompagnamento alla scelta consapevole del fruitore e la personalizzazione dei servizi erogati. Sempre in tale prospettiva sono stati ridefiniti i nomi di alcuni Ministeri. Ad esempio il vecchio Dipartimento per l’Istruzione è stato rinominato Dipartimento per i Bambini, le Scuole e le Famiglie, segno della nuova attenzione posta sul fruitore dei servizi della PA. I processi di riforma che hanno caratterizzato la Gran Bretagna non hanno però tenuto conto del principio di sussidiarietà ed in questo senso hanno ben poco da insegnare all’esperienza di governo lombarda. Inoltre le riforme sono state implementate in assenza di fiducia nella capacità che le autorità locali hanno di gestire alcune funzioni.
MARGA PROHL - Direttore di EIPA, Olanda Costruire il capitale umano nella Pubblica Amministrazione: le implicazioni delle riforme per lo sviluppo professionale dello staff dirigenziale Oggi le Regioni europee devono essere in grado di competere a livello internazionale, in un contesto fortemente rinnovato rispetto al passato. L’influenza della legislazione e delle policy europee, la rivoluzione tecnologica ed i cambiamenti demografici, sono solo alcune delle sfide da affrontare. I mutamenti in corso costringono a ripensare al ruolo della PA, e a formulare e implementare policy adeguate a livello regionale. Diviene dunque necessario sviluppare una vision per comprendere e gestire i cambiamenti in atto attraverso la collaborazione con il terzo settore. L’esperienza di riforma della PA in Germania a livello federale ha visto l’implementazione dello Standard Cost Model, un modello di gestione che permette la riduzione della burocrazia attraverso la misurazione delle procedure amministrative, delle loro tempistiche e dei relativi costi. L’obbiettivo del governo è di riuscire a ridurre i costi del 25%. La formazione continua ha reso in grado di preparare in modo adeguato tutti i funzionari coinvolti nel processo di riforma, oggi capaci di calcolare il costo della burocrazia inutile, innescando il processo per cui il buon amministratore è colui che riesce a semplificare e diminuire i regolamenti, piuttosto che aumentarli. Lo sforzo del riformatore è dunque diretto contro il modello autoritario di concepire e gestire la propria leadership. I meccanismi di selezione del personale dirigenziale hanno incluso una categoria più ampia di competenze che i candidati devono soddisfare, le quali includono la capacità implementativa e di apportare innovazione. L’Istituto europeo per la pubblica amministrazione (EIPA) è a servizio delle istituzioni europee e degli Stati nazionali nel fornire al loro personale le competenze di governance divenute oggi necessarie (capacità di leadership; project management e conoscenza del funzionamento dell’UE).
BABAK ARMAJANI - Presidente di Public Strategic Group, USA I nodi: quali sono le implicazioni del cambio di mentalità? Per la pubblica amministrazione, fiducia, libertà e responsabilità sono valori di riferimento per un cambiamento personale e culturale, prima che organizzativo. Negli Stati Uniti si è ormai affermata l’idea di customer, inteso non come “cliente”, ma come il beneficiario intenzionale di un servizio, colui che è la “ragion d’essere” di un servizio pubblico). Tale idea comporta un ribaltamento di prospettiva nella gestione del governo. Partire dal presupposto che ogni persona è portatrice di un desiderio di bene e di fare bene è l’idea alla base dell’accountability orizzontale (affine al concetto di sussidiarietà), in cui ogni persona costituisce un anello della “catena di valore” (diversa dalla catena del processo”, tradizionale nella burocrazia) del prodotto di cui poi godrà l’utente, il fruitore del servizio. Negli Stati Uniti sia a livello federale che locale per valutare la PA si fa riferimento alla performance del suo sistema di gestione e al customer. La convinzione è che le idee di libertà e responsabilità toccano i cuori di ciascuno, producendo risultati e cambiamenti anche nella PA. L’atteggiamento (mentale, culturale e organizzativo) verso la libertà implica, per ciascun funzionario pubblico, un continuo ripensamento sull’esercizio delle proprie responsabilità e dei propri compiti concepiti come servizio alle persone più che all’organizzazione d’appartenenza. Il cambiamento richiesto alle moderne PA è radicale e richiede un cambiamento culturale in almeno cinque punti, che aiutano a rappresentare due culture radicalmente diverse:
ALBERTO BRUGNOLI - Direttore Generale, IReR
Alcuni temi trasversali emersi nel corso del dibattito La spinta riformatrice degli anni ’90 del new public management e dei quasi mercati sembra essersi esaurita, nel senso che si può andare oltre, avendone visti le opportunità e i limiti. Il governo della Regione Lombardia ha dimostrato di saper rispondere a questa sfida nei fatti ed il tentativo è oggi di categorizzare questa esperienza. La valutazione delle performance (nel senso della misurazione degli oucome, più che degli ouputs) è il tema centrale per l’innovazione della PA nel senso della responsabilità. Chi misura gli outcomes? L’esperienza di altri Paesi ha visto l’affidamento del compito di valutazione a parti terze, esterne alla PA, che danno garanzia di indipendenza e oggettività. La cultura di apprendere l’innovazione e di progettare il budget per risultati attraverso un approccio partecipativo è una realtà nei paesi scandinavi e in Belgio. Questo tipo di definizione del budget prevede il coinvolgimento diretto dei cittadini nella decisione dell’allocazione delle risorse.
Libertà di scelta in educazione: la responsabilità come sistema17 giugno 2008, Milano - IReR con IREF Scuola Superiore di Alta Amministrazione - seminario internazionale
Sintesi degli interventi
ROBERTO FORMIGONI - Presidente di Regione Lombardia
Tornare a riflettere sull’esperienza di governo lombarda, in particolare sul significato per la politica di concetti quali la fiducia, la libertà e la responsabilità è la ragione del ciclo di seminari appena aperto. L’obiettivo ultimo per la Regione è riuscire a comprendere ciò che vuole essere ed intende operare, nella convinzione che il potere si fondi sulla fiducia tra le persone. La lettura dell’esperienza lombarda da parte di interlocutori internazionali autorevoli costituisce un’occasione di approfondimento. La rivoluzione operata dalla Regione Lombardia nel campo dell’istruzione e formazione è stata avviata con l’introduzione di buoni scuola a sostegno della libera scelta delle famiglie. Da quest’anno questo strumento è stato sostituito dalla “Dote”: non viene più così finanziato un servizio, ma direttamente la persona che acquista dalla rete degli operatori accreditati il servizio che meglio risponde ai suoi bisogni; l’offerta dei servizi non è più dunque pianificata ma liberamente definita dai soggetti erogatori. Il compito della Regione diviene dunque l’identificazione dei beneficiari e la definizione degli standard minimi di erogazione del servizio (accreditamento) e la valutazione dei risultati.
JAN DE GROOF - Presidente della European Association for Education Law and Policy (ELA) e Professore presso il Collegio d’Europa di Bruges, Belgio
Dimensione normativa della libertà di educazione: vincoli ed opportunità La libertà di scelta in educazione resta ancora la meno protetta delle libertà fondamentali a Nel suo ragionamento la Corte non fa che mettere in luce il convincimento per il quale è la
PER UNCKEL - Governatore della Contea di Stoccolma ed ex ministro per l'Istruzione e la Scienza, Svezia
La riforma del sistema di istruzione e formazione svedese Oggi il capitale umano è il principale fattore di sviluppo delle economie avanzate. Da questa
CHARLES CIRTWILL - Vice Presidente dell’Atlantic Institute for Market Studies (AIMS), Canada
Nel 1977 l’Alberta ha introdotto la parità scolastica con sistema analogo alla Svezia: abolizione del monopolio e quota capitaria . Agli inizi del 2000 a Edmonton hanno introdotto un sistema di “pesi” degli studenti: la scuola che ospita uno studente con maggiori difficoltà, riceve maggiori finanziamenti di più rispetto alla media degli studenti. AIMS è un think tank canadese che fornisce consulenza alla classe politica locale su diverse materie, partendo dal presupposto che la politica è “l’arte del possibile”. Per l’esperienza di governo lombarda, la rilevanza della riforma del sistema dell’istruzione e formazione a Edmonton, nello stato dell’Alberta, è data dall’aver messo a sistema il principio di sussidiarietà. L’introduzione di un sistema di vouchers a parziale copertura delle spese sostenute dagli studenti iscritti sia alle scuole pubbliche che alle private accreditate, insieme allo spazio all’iniziativa di genitori e insegnanti nel migliorare la scuola, hanno permesso un sensibile ampliamento dell’offerta formativa ed un suo innalzamento qualitativo lasciando invariata la spesa complessiva in istruzione. Le ricadute positive di tale sistema includono non solo una razionalizzazione delle risorse economiche della scuola. Dovendo attrarre il maggior numero di studenti per poter ottenere maggiori finanziamenti, le scuole sono incentivate a migliorare e diversificare la loro offerta educativa, permettendo una maggiore possibilità per i genitori di trovare la scuola che meglio soddisfa le loro esigenze e orientamenti.
JAAP DONKERS - Professore di Stratificazione sociale e disuguaglianza presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze e Professore di Sociologia presso l'Università di Amsterdam
Proposta di percorsi valutativi di una riforma scolastica: gli effetti di sistema La rielaborazione dei dati della ricerca PISA-OECD 2006, che ha testato l’abilità di un
ALBERTO BRUGNOLI - Direttore Generale, IReR
Alcuni temi trasversali emersi nel corso del dibattito L’esperienza di altri Paesi (ad esempio Canada e Svezia) che hanno già registrato successi nelle riforme tese all’ampliamento della possibilità di un esercizio effettivo della libertà di scelta dei cittadini è incoraggiante ed apre la questione della valutazione intesa come fiducia o maggior controllo dei processi. In questi Paesi il decentramento dell’istruzione, addirittura a livello locale, è una realtà già da tempo. È auspicabile un decentramento (regionalizzazione)
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