2004 - Importanza della tracciabilità, in una logica di forte identità delle produzioni agroalimentari della Lombardia, e conseguenti strategie di marketing da adottare relativamente alle principali filiere produttive Lombarde
| Responsabile di progetto | Guido Gay |
| Gruppo di ricerca | Claudio Peri, Luca Pellegrini, Nicola Fabbri |
| Committente | Regione Lombardia – D. G. Agricoltura |
| Periodo di svolgimento | aprile 2003 – aprile 2004 |
| Dati di pubblicazione | Rapporto di ricerca IReR, 2004 |
La ricerca, di taglio essenzialmente esplorativo, ha esaminato le esperienze di tracciabilità effettivamente in corso di sviluppo nella nostra regione, attraverso un’analisi generale in quattro settori d’attività affiancata ad approfondimenti tramite casi di studio.
La struttura del rapporto finale riflette questa linea di lavoro, affiancando una parte dedicata alla contestualizzazione del tema attraverso alcuni capitoli di analisi generale – il quadro economico, la normativa, gli elementi tecnici per la messa a punto di sistemi di rintracciabilità di filiera, il ruolo della grande distribuzione organizzata (GDO) nella promozione delle garanzie per i consumatori - una seconda parte che sintetizza i risultati principali dei casi di studio esaminati.
L’analisi dei casi ha messo in luce alcuni elementi critici nell’applicazione dei sistemi di tracciabilità. Tali punti critici sono:
- la tracciabilità richiede Know-how tecnico e manageriale, costi gestionali di un certo rilievo e forte orientamento alla qualità; si tratta di aspetti che sono direttamente connessi con la dimensione aziendale e con l’orientamento all’innovazione presente nell’impresa;
- se tali aspetti possono essere facilmente riscontrabili nelle imprese della GDO e in quelle appartenenti alla settore della trasformazione alimentare, risultano largamente assenti nelle imprese della produzione primaria e della piccola distribuzione; è infatti vero che le imprese di produzione primaria dei casi analizzati hanno avuto il supporto tecnico e finanziario del Consorzio al quale appartenevano;
- risulta quindi difficile applicare un modello articolato di tracciabilità se non sussistono: - supporti tecnici da parte della Rregione per le piccole e medie imprese della produzione; - investimenti in formazione e informazione verso tutte le imprese dell’agroalimentare, con particolare riferimento sia a livelloa quelle della di produzione primaria che della di piccola distribuzione.
L’analisi condotta ha evidenziato che i costi principali sono sostenuti dalle aziende della GDO e della trasformazione (dipende se queste ultime volevano mantenere il proprio marchio e il proprio controllo sulla filiera o meno, ma è il caso più frequente). I costi sono prevalentemente di carattere gestionale e sono:
- costi del personale per la gestione dei dati documentali
- costi dei sistemi informativi
- costi di formazione
- costi per procedure di controllo aggiuntive per valutare identità, sicurezza e qualità del prodotto.
Questi ultimi costi non sono propriamente dei costi di tracciabilità, ma è anche vero che la stessa GDO li richiede come aspetto pregnante del sistema (infatti i due elementi cardine per la GDO sono il “disciplinare di tracciabilità” e il “piano dei controlli”).
I benefici, a differenza dei costi, non sono facilmente stimabili, ma l’analisi dei casi ha evidenziato che sono numerosi. Vanno però nettamente distinti per le diverse componente della filiera. Per le imprese di distribuzione, vi è:
- miglioramento del marchio aziendale
- incremento delle quote di mercato
- differenziazione rispetto alla concorrenza
- garanzia di sicurezza e qualità.
Come si vede si tratta soprattutto di benefici connessi al mercato. Per quanto riguarda le imprese di trasformazione, oltre ai benefici appena enunciati per le imprese della GDO, vi sono:
- maggiore forza negli accordi di filiera;
- vantaggi di prezzo (anche se non sempre)
- miglioramento dell’efficienza aziendale
- incremento e mantenimento della qualità del prodotto
- acquisizione di nuovi mercato esteri;
Un aspetto che è poco evidenziato ma che potrebbe essere importante nel futuro sono i maggiori vantaggi nei rapporti con il sistema bancario, in termini di concessione di nuovi fidi o migliori condizioni nei castelletti fatture. I benefici per l’azienda di produzione non sono di mercato (se non nel fatto che ha garanzia che il proprio prodotto verrà acquistato dall’azienda di trasformazione, ma questo emerge anche dagli stessi accordi di filiera), ma soprattutto di crescita dell’efficienza produttiva: l’analisi ha evidenziato che ci sono interessanti margini di miglioramento su questo fronte, che dipende però dall’orientamento alla qualità che ha ogni singola azienda del comparto. (Codice IReR 2003A020; E,4,27).
| Codice IReR | 2003A020 |
| Collocazione biblioteca | E,4,27 |

