2004 - Linee guida per il VII PQ: proposte di sistema
| Responsabile di progetto | Armando De Crinito |
| Gruppo di ricerca | Armando De Crinito, IReR; Alberto Pieri (coordinatore scientifico, Fast); Giorgio Beghi, Angela Pulvirenti (Fast); Joes Cargnello |
| Committente | Direzione generale Presidenza, Regione Lombardia |
| Periodo di svolgimento | aprile 2004-novembre 2004 |
| Dati di pubblicazione | Rapporto di ricerca IReR, 2004 |
Referenti regionali: Cristina Colombo (Direzione generale Artigianato, nuova economia, ricerca e innovazione tecnologica); Francesco Foti (Direzione generale Presidenza)
La ricerca mira ad individuare gli aspetti di fondo della realizzazione del VII PQ e le procedure per contribuire a far sì che la Lombardia si trovi nelle condizioni più appropriate per usufruire al meglio delle potenzialità del VII PQ. Occorre partecipare ai tavoli attorno ai quali vengono scelte le priorità tematiche e dimensionati gli investimenti, sia complessivi che per lo specifico programma, tanto a livello nazionale che europeo. Lo studio IReR per la Presidenza della Regione Lombardia apre un percorso che potrà dirsi concluso solo con l’avvio del VII PQ, con la speranza che le istanze regionali trovino la più ampia accoglienza. Perciò di seguito vengono espressi elementi di riflessione da sviluppare e verificare nei prossimi mesi per redigere proposte realistiche per il prossimo PQ; vengono evidenziati gli aspetti su cui soffermarsi per articolare al meglio la posizione della Lombardia. Il gruppo di lavoro ritiene che la messa a punto di una strategia abbia continuo bisogno di analisi e di aggregazione di consenso, proseguendo i contatti, ed esaminando i contenuti del seminario dell’8 novembre 2004. Ma è pure importante conoscere e confrontarsi con quanto sta emergendo nei vari Stati attivi nella fase di dibattito sul VII PQ, anche per individuare le alleanze forti da valorizzare o i contrasti da mitigare.
Principali elementi di interesse e proposte della Lombardia
1 Condivisione dei principi generali La Regione Lombardia, in coerenza con le sue linee strategiche per l’innovazione, condivide la centralità dei Programmi Quadro ricerca per rafforzare e completare lo Spazio europeo della ricerca.
2 Proposte operative a. Adattare gli strumenti del VI PQ. In particolare: - è necessario conferire un ruolo più grande a strumenti quali gli Strep e i piccoli consorzi dei Progetti integrati, anche per la loro migliore adattabilità
a: assunzione di rischio, esigenze dell’industria, partecipanti dei nuovi Stati membri, piccoli attori in generale. - è insoddisfacente il coinvolgimento delle Pmi nei nuovi strumenti; esse ritengono pressoché impossibile partecipare alle Reti di eccellenza; sono svantaggiate o dominate dalle grandi organizzazioni nei Progetti integrati. Da un lato bisogna individuare dei meccanismi per coinvolgere le Pmi che fanno ricerca; ma allo stesso tempo si deve prender atto che le imprese minori preferiscono gli strumenti tradizionali (Strep, Craft e ricerca collettiva); - allargare il ricorso alle due fasi di valutazione per riuscire a migliorare l’efficienza e ridurre i costi di partecipazione; - è necessaria la semplificazione delle procedure amministrative e delle regolamentazioni finanziarie, valorizzando il conseguimento degli obiettivi prestabiliti.
b. Piattaforme tecnologiche Il gruppo di lavoro si ritrova nella posizione dell’Eurab (Comitato consultivo europeo per la ricerca) che analizzano il concetto di piattaforma tecnologica ed elencano i principi che devono guidarne l’attuazione.
c. Sostegno alla ricerca di base In linea di massima, anche in contrasto con la posizione italiana espressa dal Miur, si deve appoggiare la proposta di creare il Consiglio europeo della ricerca, ma affinché il suo impatto sia positivo è necessario che adotti l’eccellenza come criterio fondamentale per la valutazione delle proposte di ricerca. La distribuzione dei fondi da parte del Cer deve essere indipendente dalla Commissione e il maggior sostegno comunitario alla ricerca di base non deve avere un impatto negativo sui bilanci nazionali per la ricerca fondamentale.
d. Mobilità dei ricercatori L’Europa soffre per la mancanza di prospettive di carriera. Non vi sono abbastanza corsi di specializzazione; è limitato il numero di programmi strutturati postlaurea. C’è l’assenza di mobilità intersettoriale. La compartimentazione della struttura è una minaccia per l’economia. L’Unione deve allargare la sua visione, dare ai ricercatori un’immagine più positiva. Come negli Stati Uniti, la filosofia deve essere integrare istruzione e ricerca; avere un’ottica pluridimensionale dell’eccellenza; costruire un approccio estremamente flessibile; cercare sempre il valore aggiunto. e. Infrastrutture di ricerca Sono azioni che richiedono risorse rilevanti e rischiano di sottrarre fondi ai progetti specifici. Perciò le infrastrutture di ricerca vanno attuate solo quando c’è il comprovato valore aggiunto europeo; per la loro costruzione si deve poter accedere a tutte le risorse.
3 Strategia per le Pmi Le imprese di piccole e medie dimensioni rappresentano la forma predominante dell’industria in tutti i paesi, con un peso ovunque che va oltre il 95%; in Italia tale presenza supera il 98%. Esse costituiscono un elemento dinamico importante in tutte le economie, dal momento che favoriscono l’innovazione, specialmente le aziende basate sulla conoscenza; giocano un ruolo chiave nel promuovere la crescita economica sostenibile e la creazione di occupazione; contribuiscono al benessere sociale culturale e ambientale. Nel VII PQ è necessario avere un approccio molto più flessibile per favorire la partecipazione delle Pmi, anche considerando la possibilità di incoraggiare attività di innovazione orientate al mercato attraverso aree tematiche di priorità. Si possono incrementare interventi specifici per le Pmi, valorizzando Craft e le misure collettive nelle priorità tematiche. Le azioni dimostrative possono diventare parte di un programma autonomo con lo scopo di facilitare il trasferimento di tecnologie sul mercato. Può essere pure introdotto uno schema di sostegno ad hoc per le aziende minori. Le diverse iniziative comunque, devono avere principi ispiratori forti: - non si devono sostenere le imprese perché piccole, ma per la loro qualità; - le Pmi dovrebbero anche poter accedere ai finanziamenti indipendentemente dalle tematiche prioritarie prestabilite e derogando alla transnazionalità del progetto, ma solo per l’eccellenza delle proposte; - forme realistiche di “premialità” ai consorzi che favoriscono la presenza delle Pmi devono diventare un meccanismo sempre più utilizzato.
4 Valutazione in due fasi
5 Sinergia con Eureka La cooperazione tra i programmi e gli strumenti di finanziamento della ricerca devono diventare il perno della competitività europea. A questa logica propositiva deve rispondere pure l’integrazione tra Eureka e il VII PQ. Eureka, grazie alla sua logica botton-up, ascolta l’industria europea; ha una partecipazione delle Pmi del 40%; riesce a coinvolgere i privati che hanno attivato nel 2004 investimenti pari al 70% del valore dei progetti.
6 Collegamento tra i fondi E’ importante avere più coordinamento e collaborazione tra gli strumenti di sostegno alla ricerca e le altre forme di finanziamento pubblico e privato in atto nell’Unione.
7 Un tema da inserire: patrimonio culturale La Regione Lombardia, anche in forza delle competenze costituzionalmente garantite in materia, deve insistere affinché il patrimonio culturale sia compreso tra gli obiettivi prioritari del VII PQ, anche al fine di sviluppare e promuovere le competenze tecnico-scientifiche, tecnologiche e imprenditoriali già operanti sul territorio regionale. Sotto questo profilo si ricorda che grazie all’accordo tra Regione e Università lombarde del novembre 2003 finalizzato alla costituzione di un Polo di eccellenza nell’alta formazione e nella ricerca nel campo del beni culturali, si stanno creando i presupposti per dare visibilità nazionale ed europea al sistema della ricerca, creando una massa critica in grado di rendere competitiva la Lombardia anche in questo settore (E,1,37-RIS).
| Codice IReR | 2004A016 |
| Collocazione biblioteca | E, 1, 37 |

