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2003 - Innovazioni metodologiche per le attività di reporting del sistema dei controlli (allineamento di programmazione e controllo)

Responsabile di progetto Alberto Ceriani
Gruppo di ricerca Edoardo Onagro (Università Bocconi); Alberto Coloetto e Francesca Barletta (Consorzio Archidata)
Committente Regione Lombardia, D.G. Risorse e bilancio
Periodo di svolgimento gennaio 2003 - ottobre 2003
Dati di pubblicazione Rapporto di ricerca IReR
Abstract

 

Il rapporto finale è stato costruito come esito di queste attività:

individuazione e ricostruzione sintetica dei principali trend di riforma dei sistemi di programmazione e controllo e di rendicontazione in alcune nazioni estere significative dell’area OCSE;

esame dettagliato di un caso altamente significativo di rapporto di gestione estero (Dipartimento delle Entrate della Nuova Zelanda);

individuazione, sulla base degli elementi emersi nei punti precedenti di linee di revisione del rapporto di gestione della Regione Lombardia, con riferimento sia alla rappresentazione dei risultati regionali come attualmente svolta, sia allo sviluppo di eventuali nuove sezioni;

preparazione di una scheda metodologica per l’analisi comparativa e l’importazione selettiva e mirata di esperienze estere.

Le linee di revisione proposte per il Rapporto di Gestione coinvolgono potenzialmente l’intero sistema degli strumenti di programmazione e controllo adottati dalla Regione Lombardia ma riguardano, in particolare, le caratteristiche, il profilo di utilizzazione e le funzioni del Rapporto.

Attualmente il Rapporto risulta “compresso” tra due altri strumenti di rendicontazione: il DPEFR, che prevede una parte, quantunque succinta, dedicata a rendicontare sullo stato di attuazione del Piano di Sviluppo Regionale, ed il Rendiconto.

Un percorso di riposizionamento dello strumento richiede di riconsiderarlo alla luce di due potenziali linee di sviluppo, distinte ma non incompatibili:

lo sviluppo del Rapporto di gestione come strumento ad uso prevalentemente interno, per l’auto-analisi ed eventualmente la valutazione delle attività dell’intero “gruppo pubblico regionale”;

una evoluzione del Rapporto come forte strumento di accountability, nel senso di rendicontazione verso l’esterno del proprio operato.

Il secondo profilo di analisi richiede di individuare i destinatari “principali” del Rapporto di gestione. Posto il destinatario istituzionale nel Consiglio regionale, può essere valutata l’inclusione fra i destinatari di: Corte dei Conti, Autonomie locali, Autonomie funzionali, Corpi intermedi, forze economiche e sociali in generale, in un’ottica di sussidiarietà verticale e orizzontale.

Ogni riqualificazione del Rapporto di gestione non può peraltro prescindere dalla ridefinizione del fabbisogno informativo e delle modalità di utilizzo da parte del destinatario istituzionale (il Consiglio Regionale) e della stessa Giunta. Il punto metodologico è che risulta più facile proporre delle linee di revisione del Rapporto di gestione attenendosi al quadro istituzionale attuale ma si richiama l’importante fatto che tali linee potranno essere significativamente rinnovate in funzione del nuovo Statuto, al quale primariamente spetta la ridefinizione del sistema dei rapporti tra Giunta e Consiglio.

Tra gli elementi che potrebbero essere comunque considerati in fase di revisione del Rapporto di gestione della Regione Lombardia, la ricerca ha sottolineato la necessità di rendere più efficace:

la misurabilità con un riequilibrio dei contenuti del rapporto nella direzione di un più significativo ricorso a misure di risultato;

il confronto tra valori di budget e valori effettivi con analisi degli scostamenti;

la stabilità nel tempo delle informazioni prodotte ed elaborate nelle Direzioni Generali;

la completezza intesa come orientamento a coprire tutti gli aspetti qualificanti l’azione della Regione;

l’attenzione ad evitare semplicismi per la complessità dell’attività della Regione mantenendo però una accessibilità e semplicità complessiva del documento;

l’orientamento verso le misure di outcome, tendenza che si riscontra a livello internazionale e di estrema importanza per il nuovo ruolo di governo della Regione;

lo sviluppo delle misurazioni orientate al potenziamento della capacità di governance, intesa come capacità di indirizzo di soggetti “terzi” rispetto all’ente pubblico e di attivazione delle risorse presenti nell’ambiente socio-economico per il perseguimento di finalità pubbliche. Misure di governance sono non soltanto auspicabili, ma necessarie affinché la Regione sia in grado di svolgere il proprio ruolo, però esse poggiano su un preliminare significativo consolidamento dei sistemi di indicatori esistenti;

la prospettiva dell’accountability inter-istituzionale.

Le linee di revisione sopra proposte possono potenziare sia l’azione di controllo strategico da parte della Giunta che il ruolo di indirizzo del Consiglio. Il Rapporto di gestione può così diventare uno strumento di valutazione, e “di riflessione”, a supporto dell’attività di programmazione della Giunta oltre che supportare la capacità di programmazione del Consiglio, che si estrinseca in sede di discussione e approvazione di Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale e di Bilancio, e del Piano Regionale di Sviluppo quando questo è in discussione.

Qualora si persegua una revisione significativa del ruolo del Rapporto di gestione si pongono, in forma interrogativa, alcuni aspetti problematici nella revisione della normativa di riferimento:

è opportuno menzionare esplicitamente la nozione di “accountability”? è utile menzionare il DPEFR o il Bilancio quali strumenti di programmazione alla cui elaborazione il rapporto di gestione può contribuire? è opportuno impiegare la più ampia espressione di “rende pubblico”? e soprattutto, è opportuno elencare altri destinatari? è utile una revisione della concezione di controllo (tema che si intreccia con la problematica della ridefinizione del sistema dei controlli)? è utile esplicitare una tempistica più stringente a cui conformarsi nella redazione del Rapporto di gestione? ed esplicitare la connessione con il processo di programmazione e controllo? infine, possono essere attribuite altre e diverse funzioni al Rapporto di gestione? deve essere considerato anche uno strumento di (programmazione e) controllo strategico, oppure “soltanto” uno strumento di rendicontazione?

La soluzione di tali nodi è funzione delle opzioni che verranno scelte per l’evoluzione del Rapporto di gestione della Regione Lombardia.

 

Codice IReR 2003A008
Collocazione biblioteca IST,101
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