2005 - Previdenza integrativa e nuovo sistema previdenziale
| Responsabile di progetto | Alberto Ceriani |
| Gruppo di ricerca | Alberto Ceriani, Alessandro Palumbo, Mario dalle Fratte, Antonino Fedele |
| Committente | Consiglio regionale della Lombardia |
| Periodo di svolgimento | novembre 2004 - maggio 2005 |
La questione previdenziale è ormai da più di venti anni al centro del dibattito politico/parlamentare influenzando profondamente la politica economica di ogni governo. L’importanza del dibattito è data dalle dimensioni della spesa pensionistica che è circa un terzo del bilancio pubblico e circa il 15% del PIL nonché dal forte impatto sociale che il sistema pensionistico conserva. La nascita del sistema pensionistico italiano, così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi decenni, avviene a partire dalla seconda guerra mondiale per poi definirsi compiutamente nel corso dei decenni successivi. La necessità di una riforma radicale del sistema previdenziale italiano si comincia ad evidenziare a partire dall’inizio degli anni 80 quando si è sviluppato in Italia un ampio dibattito che insisteva sulla necessità di riformare il sistema pensionistico a ragione degli elevati costi dello stesso a causa anche, ma non solo, dell’evoluzione demografica sfavorevole. Ora, dopo la riforma costituzionale del 2001, sono entrate a pieno titolo come attori del sistema anche le Regioni con la possibilità di esercitare un ruolo nella previdenza complementare. Lo scenario più fattibile per la Regione Lombardia sembra essere l’avvio di un fondo territoriale che coinvolga inizialmente i dipendenti del pubblico impiego che non sono stati coinvolti al momento in accordi di contrattazione collettiva con la presenza delle più importanti organizzazioni sindacali, quali quello della scuola ed altri che stanno realizzando accordi per la costituzione di fondi negoziali. La ricerca, di connotazione operativa, simula la possibilità di dare avvio ad un fondo previdenziale regionale in Lombardia e ne calcola le condizioni di gestione, la base associativa potenziale, il conto economico, il piano di marketing. Partendo da un universo potenziale di circa 180 mila dipendenti di enti locali, regionali e sanitari e considerando un trend di adesioni in crescita si può ragionevolmente considerare che per la platea di dipendenti pubblici così individuati vi potrà essere una adesione che si avvicina all’70% che in termini complessivi è di circa 115.000 unità. Vanno esclusi i dipendenti che sono ormai prossimi all’età pensionabile che costituiscono circa il 20% della forza lavoro. Questo risultato potrà essere presumibilmente raggiunto entro i primi 5 anni di vita del Fondo. A questo livello di adesioni, cioè intorno all’70% si è assestato anche il Fondo della Regione Trentino Alto Adige rispetto alla platea dei dipendenti pubblici (sono circa 33.000 su un bacino potenziale di 42.000). (coll. SOC, 7, 45).
| Codice IReR | 2004C012 |
