2008 - Osservatorio regionale sull'esclusione sociale: mappatura dei servizi socio-assistenziali rivolti a contrastare la povertà estrema e le nuove forme di povertà nonché le condizioni di fragilità in particolare degli anziani
| Responsabile di progetto | Elvina Degiarde |
| Gruppo di ricerca | Gian Carlo Blangiardo, professore ordinario di demografia, Università di Milano Bicocca; Massimo Simonetta, Ancitel Lombardia; Luca Bramati, Ancitel Lombardia; Cecilia Chiesa, Ancitel Lombardia; Simona Guglielmi, Istituto IARD; Monia Anzivino, Istituto IARD; Silvia Banal, Istituto IARD; Ferruccio Biolcati Rinaldi, Dipartimento Studi sociali e politici Università di Milano Bicocca |
| Gruppo di lavoro tecnico | Rosella Petrali, Antonello Grimaldi, responsabili regionali di ricerca, D.G. Famiglia e solidarietà sociale; Giulia Borgomaneri, D.G. Famiglia e solidarietà sociale; Cesarina Colombini, D.G. Famiglia e solidarietà sociale; Silvana Contegni, D.G. Famiglia e solidarietà sociale; Clara Demarchi, D.G. Famiglia e solidarietà sociale; Maria Luppi, D.G. Famiglia e solidarietà sociale. |
| Committente | Regione Lombardia |
| Dati di pubblicazione | Rapporto di ricerca, 2008 |
La ricerca si focalizza su due aspetti centrali nelle politiche di inclusione sociale: la povertà estrema e la fragilità abitativa degli anziani.
L’impegno dei comuni lombardi nel contrasto alla povertà estrema, ricostruito attraverso interviste a referenti dei servizi sociali, può essere suddiviso in due tipi: da un lato troviamo i servizi specificatamente rivolti a soddisfare i bisogni primari dei cittadini privi di reddito, dall’altro lato quelli che rispondono al più ampio ventaglio dei bisogni di cura di cittadini fragili. Alla figura del povero di reddito si sostituisce quella del povero anziano (ma anche invalido o malato) che nell’affrontare carichi di cura impegnativi è privo delle risorse familiari, e più in generale sociali, necessarie ed è quindi costretto a rivolgersi ai servizi sociali. La povertà si definisce quindi per il ricorso alle istituzioni del welfare state, non per il fallimento dell’economia personale o familiare per il fallimento del sistema di cura nel quale è inserito l’individuo. Tale traslazione dalla carenza di reddito al bisogno di cura, dalla povertà all’esclusione, risulta evidente dai servizi offerti da alcuni comuni per contrastare quella che nella percezione degli intervistati è la povertà estrema (quali l’assistenza domiciliare socio-assistenziale o il telesoccorso).
Il monitoraggio dei mini-alloggi e comunità alloggio per anziani e l’approfondimento qualitativo hanno fatto emergere alcuni punti di attenzione, relativi ai bisogni ai quali le soluzioni abitative indagate rispondono, ai nodi critici per il successo di iniziative di questo tipo e alle aspettative dei soggetti gestori nei confronti delle politiche regionali. La ricerca evidenzia come l’opzione di lasciare la propria casa entrando in un mini-alloggio o comunità alloggio sembra essere considerata da ospiti e famiglie come una scelta preferibile a quella di affidarsi ad una assistente familiare domiciliare (badante) per due ordini di motivi: a) il collegamento e integrazione con gli altri servizi socio-assistenziali e sanitari per anziani; b) la rassicurazione psicologica data dalla doppia dimensione - familiare e istituzionale – di questa particolare soluzione abitativa. Rispetto al successo delle iniziative appare chiaro che mini-alloggi e comunità alloggio sono in grado di fornire risposte adeguate ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie soprattutto quando costituiscono il nodo di una rete territoriale di servizi per gli anziani. La dimensione “familiare” dei mini alloggi (e ancor più quella comunitaria delle comunità alloggio) rende, inoltre, importante per la soddisfazione dei bisogni degli ospiti, l’investimento in risorse umane. Il personale rappresenta una risorsa cruciale, che deve avere competenze non solo tecniche specialistiche (OSS, ASA) ma anche di tipo trasversale.
The research focuses on two central issues in policy for social inclusion: the extreme poverty and the housing fragility of old people. The commitment of Municipalities in Lombardy Region to contrast extreme poverty was reconstructed through interviews to officers of social services; it can be divided into two types: on one hand we find specific services designed to satisfy the primary needs of citizens without any income, on the other hand we find services responding to a broader range of needs for care expressed by vulnerable citizens.
The representation of the poor is now replaced by the old or invalid or ill poor; he or she lacks of family – and in general social - resources for heavy daily care: therefore he or she is forced to turn to social services. The state of poverty is now defined by the access and use of welfare state institutions: this condition is no more related to an individual or family reduced capacity of income but to the failure of care system addressed to individual needs.
This shift from the lack of income to the need for care, from poverty to social exclusion is clearly demonstrated by services provided by some Municipalities to cope what is considered extreme poverty by the officers interviewed (e.g. home care or remote assistance).
The monitoring of the mini-housing and housing community for the elderly and the qualitative research highlighted a number of key elements connected to the needs which the housing solutions investigated respond to, to the crucial points for the success of these services and to the expectations of providers towards regional policies. The research points out that the option to leave one’s house to enter a mini-housing or a housing community seems to be evaluated by guests and their families a better choice than asking for a home caring services (e.g “badanti”), for two main reasons: a) the connection and integration with other social and health-care services for the elderly; b) the psychological reassurance given by the double connotation - familiar and institutional – of this particular housing solution. Finally, the research shows that mini-housing and housing community can adequately respond to the needs of the elderly and their families especially when housing service itself is embedded into local network of care services for the elderly. Furthermore the ‘family’ size of mini-housing (and even more the ‘relational’ connotation of housing community) makes investment in human resources development relevant for completely responding to the needs of the elderly. The staff is a crucial resource, which must have not only technical skills (OSS, ASA), but also transversal ones.
| Codice IReR | 2006B025 |
| Collocazione biblioteca | SOC,6,28 - RIS |

