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1996 - Scuola e welfare scolastico in Lombardia

— archiviato sotto: ,

Gruppo di ricerca Elvina Degiarde, Daniela Gregorio, Paolo Trivellato, Maurizio Bolognini
Dati di pubblicazione Milano, Angeli, 1996
Abstract

Questo lavoro risponde all'esigenza sentita da molti di aggiornare la legge regionale sul diritto allo studio per le scuole dell'obbligo e secondarie superiori.

Viene quindi offerto un panorama generale della situazione lombarda, utilizzando le fonti più aggiornate disponibili, al fine di presentare ai decisori regionali e ai soggetti direttamente coinvolti il quadro della situazione attuale.

Nella prima parte si presentano le principali tendenze che caratterizzano il sistema scolastico, con attenzione ai rilevanti temi del conseguimento della licenza media inferiore e della dispersione scolastica nelle superiori;

La seconda parte presenta i risultati di una specifica ricerca, realizzata osservando un gruppo rappresentativo di studenti di scuola secondaria superiore vicini alla conclusione del loro curriculum scolastico, con l'attenzione volta a definire una politica di diritto allo studio efficace e aggiornata, rispondente, soprattutto, alle esigenze di studenti e famiglie.

La terza parte riguarda le modalità di fornitura dei servizi trasporto alunni

La quarta parte delinea il composito quadro degli interventi realizzati alle amministrazioni locali per gli alunni disabili

La quinta parte presenta la ripartizione delle risorse tra i diversi servizi per il diritto allo studio nella nostra regione, con dati per provincia, oltre alle conclusioni generali che propongono spunti e indirizzi per la revisione della normativa regionale in tema di diritto allo studio.

Tra i dati emersi possiamo sottolineare che in Lombardia, per quanto riguarda la scuola dell'obbligo, siamo vicini alla scolarizzazione completa, ma permane quella quota variabile tra il 4 e il 12 per mille di non scolarizzati. Quando passiamo ai 14enni la quota di non scolarizzati sale dal 6 al 14 per cento, rispettivamente per Sondrio e Brescia. La tendenza peggiora per i quindicenni per toccare i minimi nella classe d'età 15-18 anni dove registriamo un massimo di non scolarizzati in provincia di Bergamo e Brescia (31-32%) e un minimo in provincia di Milano con circa il 27%.

Recenti analisi hanno mostrato che i ritardi accumulati nella scuola elementare e nella media inferiore fanno sì che tra gli iscritti al primo anno di scuola secondaria uno studente su quattro è in ritardo, con differenze sensibili tra tipi di scuola: uno su dieci nei licei classici e scientifici, uno su due negli istituti professionali.

Il fenomeno della dispersione si manifesta dunque in misura rilevante al primo anno di scuola secondaria, ma nasce prima.

L'eventuale abbandono o l'ulteriore ritardo fatto registrare da alunni già in ritardo è un fatto annunciato e come tale in parte riducibile con opportuni interventi di orientamento e sostegno, ma in parte legato alle caratteristiche degli studenti.

Questi risultati ribadiscono l'esigenza più volte sottolineata di assegnare più risorse alla scuola secondaria superiore, oltre che la necessità di rendere operante il diritto allo studio anche nella fascia superiore della scolarità pre-universitaria. Più che di diritto allo studio sembra opportuno parlare di welfare scolastico; questa denominazione vuol indicare un ampliamento della sfera d'azione dell'ente locale in campo scolastico e nei campi collegati alla scuola. Ruolo della regione in questo ambito è quello di stimolo, programmazione e indirizzo. (93.09,SOC/8/9)

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