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1994 - Cinema e ragazzi tra scuola e tempo libero. Analisi di un'iniziativa della Regione Lombardia

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Gruppo di ricerca Elvina Degiarde, Daniela Gregorio, Franco Frabboni, Cinzia Dosso, Giuseppe Colangelo, Gabriele Mapelli
Dati di pubblicazione Milano, Angeli, 1994
Abstract

La ricerca - affidata all'IReR dalla Regione Lombardia, Settore Cultura e Informazione - analizza il circuito cinematografico per i ragazzi della scuola dell'obbligo Arrivano i film, promosso dal Servizio Spettacolo del Settore Cultura e Informazione della Regione, in collaborazione con le Amministrazioni Provinciali e l'AGIS-ANEC Lombardia: un'esperienza unica nel suo genere a livello nazionale, che si aggiunge a rassegne e festival di film per ragazzi come quelle di Giffoni e Rimini. L'iniziativa, avviata nel 1985 e ormai giunta alla nona edizione, ha come scopi principali quelli di immettere nel mercato distributivo nuovi prodotti cinematografici per l'infanzia e di rivalutare prodotti particolarmente interessanti o che, se pure distribuiti, non sono stati adeguatamente diffusi. Favorendo una visione agevolata e guidata di pellicole adatte ai bambini dell'ultima classe di scuola materna, a quelli delle scuole elementari e ai ragazzi delle medie inferiori, sia sotto il profilo dei contenuti che dei linguaggi, Arrivano i film vuole essere uno strumento utile al fine di stimolare l'interesse per il cinema di preadolescenti e adolescenti, il pubblico di domani. La proposta, che comprende una quarantina di film, italiani e stranieri, di anno in anno viene aggiornata e arricchita di titoli. Per la proiezione ci si avvale sale pubbliche o private, seconda delle scelte concordate dall'Ente locale con scuole, associazioni culturali, biblioteche. La ricerca ha conseguito sostanzialmente tre obiettivi. Innanzitutto, la verifica della validità della formula e del contenuto attraverso le valutazioni del personale docente che ha aderito all'iniziativa (evidenziando anche le scelte alternative degli insegnanti, facenti parte delle stesse unità scolastiche, che non hanno ritenuto di partecipare al Circuito). In secondo luogo, lo studio dei consumi culturali e delle attività extra-scolastiche di bambini e preadolescenti, sia quelle più propriamente ricreative sia quelle con un risvolto espressivo-formativo più generale (problematica scarsamente esplorata in chiave sociologica in quanto le ricerche finora condotte su questo tema si sono quasi sempre riferite a fasce d'età più elevate), dedicando particolare attenzione al rapporto col medium televisivo e all'interesse per il cinema. Per interpretare i comportamenti rilevati, si è partiti dal presupposto che i ragazzi tra i 6 e i 14 anni vivono in una situazione di dipendenza dai genitori, non solo dal punto di vista dell'accudimento e dell'assistenza, ma anche per quanto riguarda l'organizzazione del loro tempo, le scelte formative, come pure le occasioni ricreative e culturali; in tal senso, si è ritenuto indispensabile aver un quadro delle caratteristiche socio-culturali della famiglia, e in subordine far emergere le tendenze e gli atteggiamenti dei genitori rispetto alla vita culturale in generale, e alla fruizione di cinema in particolare. Da ultimo, ci si è posti l'obiettivo di ricostruire come si è sviluppato nel corso delle diverse edizioni l'intervento delle Amministrazioni Provinciali, valutando al contempo le modalità di gestione sotto il profilo organizzativo. (90.30,SOC/4/2)

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